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Recensione de 'La Follia di Suibhne' del 22 gennaio 2008

Un?atmosfera di trepida attesa si respira nel foyer stipato del Teatro Studio di Scandicci tra gli spettatori giunti ad ascoltare le musiche millenarie dei Whisky Trail, gruppo storico che da oltre 30 anni ci narra la cultura e le tradizioni d?Irlanda.
Lo spettacolo traduce in musica ?la Follia di Suibhne?, un racconto medievale irlandese, che ha inizio con lo scontro tra Suibhne, re del Dal Araidhe e Ronan Finn un monaco che si era impossessato di una parte del suo territorio per costruirci il suo monastero. Il suono della campana del chierico spinger? Suibhne verso la follia, e abbandonando mantello e abiti regali, completamente nudo si recher? da Ronan per cacciarlo.
Il chierico lo maledir? augurandogli di vagabondare e svolazzare senza sosta completamente nudo verso il mondo. Suibhne divenuto uccello, parler? con gli animali, vagher? e voler? senza meta attraverso l?Irlanda, lanciandosi in dirupi di rocce scoscese e raggiungendo le altissime cime degli alberi. Trover? dimora solo nella graziosa valle di Glenn Bolcain, un luogo dove si radunavano i pazzi d?Irlanda. E sarà li che Suibhne ritrover? la ragione, la memoria ed anche il suo aspetto di un tempo.

Finch? non lo raggiunger? la vecchia Lonnog, padrona del grande mulino. La vecchia richiamer? Suibhne alla sua follia provocandolo e iniziando con lui uno lotta a chi dei due spiccher? il salto più alto. Entrambi si slanceranno frementi in una cavalcata vorticosa, finch? Suibhne non spiccicher? uno splendido salto su una cima e la vecchia si sfraceller?, con un boato fragoroso, contro una rupe al di sopra del mare spumeggiante.

Suibhne non torner? più sui suoi passi, continuer? a salire spingendosi oltre l?irraggiungibile. Sar? lui il nuovo mugnaio del grande mulino cosmico e ruoter? senza sosta la grande macina che sovrasta da sempre il cielo d?Irlanda.
L?atmosfera creata dai Whisky Trail è suggestiva e magica.
Ogni scena dell?opera è introdotta dalla splendida voce di Paolo Lorimer, su un sottofondo sonoro di una macina (riprodotta con un Bodhr?n) che scorre lenta ed eterna.
Fruscii, folate nascondono un suono insistito, continuo: il prolungato suono tondo di un bordone. Il vento lo porta, lo distende nello spazio. Il suono si anima e prende a variare, si articola, modula, macina note, descrivendo complesse figure. La grande cornamusa ventosa suona (?) Sfilano i suoni e ad uno ad uno, Suibhne li mette assieme e così ne riordina i brandelli, fino a ricomporre la grande matassa ingarbugliata di uno spartito musicale nascosto. I bordoni continuano a macinare la loro nota, Suibhne sdipana la matassa e seguendo il filo sottile dello spartito ritrovato percorre tutti i sentieri, e giunge alla fine del labirinto.
E cos?, a colpi di archetto e dolci tocchi d?arpa irlandese, prendono forma vallate, nuvole, limpidi ruscelli e alte cime verdi di alberi, bagnate da un leggero temporale. Il volo di Suibhne viene tracciato da leggiadre note di flauto e cornamuse, essenza di suoni che come il volo, vagano lungo il vento nell?aria, sospesi tra una caduta e un?improvvisa risalita.
Arpa celtica, Fiddle (violino irlandese), Flauti, Harmonium, Armonica, Uilleann pipes (cornamusa irlandese), Cornamusa scozzese, Bodhr?n, Bouzouki e Chitarra, sono questi gli strumenti che si alternano durante lo spettacolo, suonati con maestria dai componenti del gruppo. La presenza in scena è arricchita da alcuni danzatori-attori, che sottolineano con la loro performance alcuni quadri dell?opera.

I Whisky Trail hanno saputo orchestrare al meglio molteplici sonorit?, raggiungendo assieme a Suibhne vette altissime, in uno spettacolo di sperimentazione sul linguaggio degli strumenti musicali della tradizione irlandese e scozzese.
Agli spettatori soddisfatti adesso non resta che applaudire. La musica termina sul tappeto sonoro della macina, immaginiamo ruotata da Suibhne e dalla sua follia, che per una sera ci ha fatto sporgere dalla cima del dirupo per abbandonare sguardo ed anima oltre le vette più alte, dove solo la musica e il sogno possono arrivare.
E Suibhne, dall?alto, nuovo mugnaio del grande mulino cosmico, inizia il racconto della sua storia?

Samantha Russotto - Redazione Giornalistica - E.R.B.A.
Punto Giovani Europa

 
Chaosmos ha ottenuto grandi consensi dalla critica. Ecco alcuni estratti delle recensioni uscite:

Folk World, Germania, maggio 2007, Tom Keller

'...certamente non stiamo bevendoci una birra in un pub irlandese anche se è certamente musica folk: ed è grande musica folk.'

Folk Bulletin, Italia, maggio 2007, Sergio Palumbo

'... raramente ci è capitato di ascoltare un disco in cui il desiderio di lasciarsi andare al sentimento, inteso in senso non romantico ma puramente energetico, ha goduto di risultati così pienamente soddisfacenti...'

Thierry Laplaud, di Trad Magazine, Parigi, febbraio 2007

?... Sorprendente, maestosa, accattivante, la musica dei Whisky Trail è eseguita alla perfezione da musicisti ai massimi livelli della loro arte. Buon anniversario a questo quintetto sempre così scalpitante e che non ha ancora finito di sorprenderci...?

World Music Magazine, Torino, 2006, Ciro De Rosa

'... il gruppo traduce la con/fusione universale con una cifra musicale elegante e compatta, sonorit? avvolgenti, ritmiche composite, climi solenni, gioiosi ed evocativi...'

Insound, Milano, Luglio Agosto 2006, Gigi Marinoni

'...per me i Whisky Trail sono uno dei migliori gruppi italiani, e non solo di musica celtica, tanto ampie sono le loro visioni musicali...niente a che vedere con gli orpelli che i prog avrebbero potuto tirar fuori da simili trame, i WT sono musici e poeti, maestri acustici del viaggio infinito tra spirito e materia...'

Folker, Bonn, novembre 2006, Michael A. Schmiedel

'...questo CD mi sorprende profondamente. Otto minisinfonie quasi sempre a due voci e, in parte, melodie intrecciate l'una nell'altra, ogni brano ha all?interno cambi ritmici e armonici con parti lente e veloci, in parte cantate, ma soprattutto di fattura strumentale assai complessa...datecene ancora, per favore...?

Irish Music Magazine, Dublino, novembre 2006, John Brophy

?...i Whisky Trail hanno scritto una sinfonia - folk in otto parti...Non ci sono dubbi sull'energia creativa e sull'abilit? possedute nel concepire questo lavoro. Se credete nella reincarnazione forse troverete che i geni dei letterati girovaghi del Medioevo chiedono voce: durante la maggior parte della nostra storia noi irlandesi non saremmo riusciti a mettere insieme una simile opera senza essere interrotti da una razzia di bestiame, un vichingo, una ribellione o uno sfratto. Dunque si tratta di un gruppo di pionieri che imperturbabili arano un solco perché anche altri lo possano condividere e il loro concerto deve rendere davvero bella una serata...?

Folktreff, rivista on line, Bonn, Novembre 2006, Michael A. Schmiedel

'... chitarra, arpa ti portano lentamente in un misterioso mondo acustico, flauto e violino completano il tutto con suoni particolari, poi ancora il flauto...? il turno del violino che suona sempre più veloce, si libera nella uilleann pipes che distende il tutto in una allegra melodia e poi di nuovo galoppa. Fantastico! E così gli altri 7 pezzi, sono allo stesso modo delle piccole sinfonie. Non ho mai sentito arrangiamenti di questo tipo?nessuna musica folk ma musica d'arte...tutti i paragoni sono lontani perché i Whisky Trail creano la propria musica con toni irlandesi sconosciuti...mi lascio stregare dai Whisky Trail di Toscana!?

La Padania, Milano, ottobre 2006, Alessandro Gandini

'...a Dublino li hanno definiti 'di speciale genio musicale'. A Londra'magistrali, con un corretto bilanciamento fra seriet? dello studio ed abbandono selvaggio'. Sono i Whisky Trail, anche a nostro avviso i migliori interpreti della musica irlandese in Italia...Chaosmos; nel solco della tradizione eppure originale, fisico ed etereo, senza manierismi, in un continuo crescendo di colori musicali, spunti sonori, ritmi spiazzanti. Ed in pi?, testi di rara profondit? poetica...'

 
Nel numero di luglio-agosto 2006 la rivista musicale INSOUND ha inserito il nuovo disco dei Whisky Trail CHAOSMOS fra i primi dieci preferiti


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