The Frenzy of Suibhne
(1992)
    
Ai margini della battaglia per la supremazia religiosa in Irlanda avviene lo scontro fra il re-poeta Suibhne ed il monaco Ronan. Il monaco si impadronisce dei simboli del vecchio druido. Suibhne è costretto a volare nell'aria preso da un magico delirio.

     1 - The Trespasser   4.30
     2 - The Shout   4.42
     3 - The Battle   2.50
     4 - Frenzy   1.05
     5 - Astray   2.40
     6 - The Flight   3.42
     7 - Farewell   1.27
     8 - Madmen Dancing   1.45
     9 - Suibhne's Dance   2.09
     10 - Fools Parading   1.15
     11 - The Mill   1.21
     12 - Lament   3.02
     13 - Spells   0.48
     14 - Shivers   1.33
     15 - The Hag   3.46
     16 - Gliding   3.45
     17 - Memories   3.20
     18 - The Warrior   1.15
     19 - Five heads   1.44
     20 - The Labyrinth   3.55
     21 - Secret Alphabets   2.52
     22 - The Stags   3.30
     23 - The Last Leap   4.50
     24 - The Millstone   2.10
Buscadero, Milano, 1992, Guido Giazzi

'...il CD non solo è ben suonato ma riesce anche a trasmettere l'aura magica di leggenda che permea tutta la mitologia irlandese...ci farebbe piacere che questo album trovasse un largo consenso all'estero...le nostre piene congratulazioni ai Whisky Trail per la dettagliata e commovente descrizione della "Follia di Sweeney"...congratulazioni.'

Ai margini della battaglia per il dominio religioso sull'Irlanda avviene lo scontro tra il re-poeta Suibhne e il chierico Ronan. Il nuovo monaco destituisce il vecchio druido usurpandone il territorio, appropriandosi dei suoi simboli e delle sue funzioni. E la sua campana spinger? Suibhne al volo portandolo fuori dal consorzio umano in preda ad un magico delirio.
Coperto di piume, nutrendosi di acqua e di crescione, Suibhne è costretto a vagare senza sosta per i boschi d'Irlanda.
Cantando la propria follia, impadronitosi del linguaggio degli alberi e degli animali egli ripercorre le tappe di una antica via iniziatica

Stefano Corsi:
arpa celtica e bardica, harmonium, armonica, salterio, tastiera, cori
Lorenzo Greppi:
uilleann pipes, highland bagpipe, dulcimer, harmonium, salterio, bodhran, tin e low whistles, tastiera, scacciapensieri, voce
Giulia Lorimer:
voce, violino, violoncello, piccole percussioni
Pietro Sabatini:
chitarra acustica e elettrica, bouzouki, pedaliera bassi, harmonium, piccole percussioni, voce

Speciali ringraziamenti a
Matteo Avagliano, Melita Cataldi, Sandro Chia, Sandro Gentili, Seamus Heney, Enrica Salvaneschi
e per il loro apporto musicale Aldo Mugnai e Piero Bubbico
Musica di Corsi, Daneo, Greppi, Sabatini eccetto * Tradizionale, Campionamenti originali di Whisky Trail
Pittura di copertina di Sandro Chia
Foto di Paolo Nannini
Illustrazioni di Valentina Corsi
Registrato da Stefano Lugli presso Planet Sound, Bottai-Firenze, fra il 1989-1991
Mixato presso Studio Emme, Calenzano-Firenze, nel maggio 1992
Editing e rimasterizzazione di Mario Fabiani di Idea-Suono Studios, Aprile 1998
Edizioni: Fanzines 1999
 
1. L'invasione

Sulla cima dell'antico poggio Ronan Finn, il monaco, traccia i confini del suo nuovo monastero. Da miglia di distanza è possibile scorgere la sua nera figura stagliarsi nitida contro il cielo mentre si accinge alacremente all'opera.
La campana issata dondola attorno al suo perno. I potenti rintocchi metallici del bronzo si riversano con immenso fragore; sferzanti folate si susseguono successive, la piana di Dal Araidhe ne è come inondata.
 
2. Il grido-simbolo

Suibhne, figlio di Colman Chuar, re grande di quel territorio, udendo i rintocchi aspri e acuti della campana, si desta irritato e si dispone a lanciare il suo grido. Imbraccia la grande cornamusa. La possente sacca si riempie e si gonfia di aria, le cuciture si tendono, le ance fremono e vibrano come le ali di un airone: suono del vento sulle vette, bramito del cervo nella tempesta, canto delle pietre: questo il suo grido.
In conseguenza di ci?, il Libro del monaco, il suo Salterio prezioso ornato di miniature dipinte, viene scagliato nel fondo del piccolo lago dalle acque fresche. Ma al termine di un giorno e di una notte, una lontra che era nel lago, si tuffa nelle profondit? oscure e riporta a Ronan il Libro disperso in perfetto stato.
 
3. La battaglia

Suibhne raggiunse da lontano la battaglia dove perse ragione e intelletto. Vi giunse prima di tutti gli altri. Egli era quel giorno a capo di eserciti potenti, convenuti alla grande adunata e schierati minacciosi come nere nubi cariche di grandine. Suibhne avanz? correndo: completamente nudo si precipit? con furore portando con s? un'ira smisurata, finch? non si trov? al cospetto di Ronan che in compagnia di otto salmisti della sua comunit?, benediceva le schiere. Suibhne lanci? contro il monaco un dardo tagliente ma esso colp? solo la campana che stava sul suo petto e l'asta rimbalz? e salt? nell'aria. Allora Ronan aspramente parl? e pronunci? la sua maledizione: che egli sia uccello tra gli altri uccelli, completamente nudo, sempre.
 
4. La frenesia

Poi i due eserciti entrarono in collisione e la truppa, smisurata da una parte e dall'altra, bram? come una comitiva di cervi; il suo strepito si ripercosse nelle nubi del cielo.
Suibhne fiss? lo sguardo in alto; una furia bellicosa, uno smarrimento dei sensi, una vertigine lo pervasero, le sue dita furono percorse da un fremito, le sue gambe vacillarono, le sue armi caddero nude dalle sue mani ed egli scomparve alla maniera di qualsiasi uccello nell'aria, in preda ad una pazzia e ad un magico delirio.
 
5. La follia

Suibhne si sollev? con aerea leggerezza, si slanci? nell'alto, su su nell'aria e spicc? il volo. Prese una corsa precipitosa, forsennata, verso la cima. Solo, senza ascoltare suono o voce.
Suibhne pazzo sfrenato, senza intelletto, vaga per ogni dove, esplorando la pianura, la campagna e le montagne spoglie.
All'improvviso una fitta lancinante al petto, un grande bagliore davanti agli occhi, poi il buio e più nulla.
 
6. Il volo

Il risveglio è uscire da un cunicolo lento. Ansioso subito Suibhne porta le mani al viso: piume. Piume leggere. Raccoglie le forze per alzarsi ma inciampa, si rialza; ripugnanti artigli al posto dei piedi, ali al posto delle braccia. Suibhne distende le ali, le agita inesperto e incespica su un corpo che non sa come usare, ma prova a staccarsi da terra. La vertigine, i brividi, il folle rumore del vento nelle orecchie, i paesaggi che cambiano come arpeggi ad una velocit? incredibile e le cose, i luoghi, piccoli piccoli ma nitidi nitidi laggi? sopra il suolo, così da individuare dall'alto la piccola volpe al di sotto mentre rosicchia gli ossi.
 
7. L'incontro
Suibhne, pazzo, affannato, appollaiato sul ramo di un albero di tasso. Lass? lo vide Eorann, la splendida Eorann, che era stata sua moglie negli agi e nel benessere.

A te il benvenuto o pazzo puro fra gli uomini della terra sei l'eletto. Io sto negli agi ma è corroso il corpo dal giorno in cui udii del tuo abbandono. Avrei bene se fossimo assieme e crescessero piume ai nostri fianchi giorno e notte, tenebra e luce io vagherei con t
 
8. La valle dei pazzi

Glenn Bolcain felice, chiusa al vento, dove gridano i pazzi della valle. L? si riunivano i pazzi d'Irlanda, perché quella valle è sempre per i pazzi un luogo di grande godimento.
L? i pazzi ballano a gruppi.
 
9. Suibhne's Dance

Suibhne is dancing in the middle of the glade. He is alone. The others are watching him from the side of a circle. He dances breathlessly, the dance gets faster and more violent as the imaginary flames get higher and higher.
 
10. La processione

Ridono i pazzi.
L'acqua della luminosa Glen Bolcain, ascoltare gli stormi affollatissimi dei suoi uccelli, il suo agrifoglio che protegge, i suoi nocci?li, le sue foglie, i suoi rovi, le sue ghiande, le sue more splendide, perfette, le sue noci, i suoi pruni selvatici freschissimi.
Sotto la pioggia scrosciante la sfilata grottesca scivola nel fango.
 
11. Il mulino

Mai avrebbe dovuto venirsene via dalla valle di Glenn Bolcain,
dove molti meli erano a proteggergli il capo. Ma troppo lo attirava il mulino, il vortice delle pale in perpetuo movimento. E troppo lo attiravano le attenzioni della sua vecchia custode: ogni giorno infatti la vecchia lo lusingava con attenzioni e premure, gli preparava i cibi più prelibati in bocconi piccoli piccoli. Ogni giorno la vecchia lo insidiava, finch? non lo provoc?.
Allora Suibhne inizi? a saltare, la vecchia osserv? e prontamente salt?. Suibhne salt? altri salti, la vecchia in perfetta sincronia gli salt? dietro per tutto il tempo. Infine Suibhne si ferm? in cima ad un altissimo ramo coperto d'edera; una smisurata tristezza si impossess? di lui.
 
12. Il lamento

La mia notte scura è venuta ancora, il mondo cammina avanti mentre io ritorno a frequentare assiduamente me stesso, gelo e ardo sono una nuda figura dolente. Cristalli di ghiaccio e distese gelate, la neve sferzante e il fragore della tempesta assistono al mio requiem, il mio fuoco si fa freddo.

In brughiere splendenti di stelle strappando il suo crescione verso la fredda spinosa tana solitaria va l'ombra di quel Suibhne con mandrie di crescione, idromele di acqua gelida, cespugli per compagni, il fianco di una collina per giaciglio.

L'arpista che cullandomi mi fece riposare, dov'? ora la sua musica? E il mio popolo e la mia gente, dov'? finito il loro amore? Quand'ero nel pieno vigore delle mie forze, a dorso di un cavallo, andavo sulla mia terra, ora il solo ricordare mi atterra bruscamente.

(Seamus Heaney)
 
13. Voci

Non aver paura del suono sibilante del vento che passa in una galleria di alberi in autunno; non aver paura delle piccole piume che lasciasti sui ramoscelli di un tasso aguzzo.
E non aver paura dei rami che tennero i tuoi fluenti capelli mentre fuggivi la maledizione di un monaco impotente.
Non aver paura di trovarti nudo e ancora da nascere come un uovo selvatico prima che sia schiuso.
 
14. Fremiti

Suibhne impaurito dalla sua stessa ombra vaga senza meta, abbandonato a se stesso in stato di delirio, nient' altro che fremiti, volando per ore sostenuto dalle correnti, come sospeso in un sogno.
Rimanendo giorni e notti appollaiato su un ramo, lo sguardo fisso, la testa vuota, inebetito dal gelo. Salvo ridestarsi improvvisamente e riprendere terrorizzato il volo, leggero e frenetico.
 
15. La vecchia del mulino

Vaga Suibhne senza meta. Di nuovo sentire quella voce, quell'incalzare assillante della vecchia. Suibhne è la corda tesa dello strumento, squillante; la vecchia grinzosa è il plettro che lo colpisce, l'unghia zigrinata che lo accarezza, lo pizzica, lo sferza. Suibhne è la cordiera vibrante, la vecchia è il dito che stringe, tocca facendo gemere, palpa facendo sussultare. Sotto quei colpi Suibhne risuona, vibra tutto, stride. I salti della vecchia lo affondano sempre pi?, non gli resta che chiudere gli occhi, salire fino a diventare nient'altro che un puntolino nero nel cielo immenso per poi ripiegare le ali e lasciarsi trasportare.
 
16. Il sogno

Sto planando nell'aria frizzante, sull'orlo del mio sogno, cavalcando le nubi, sospeso sulle mie ali. Una vaga dolcezza fa fremere il mio petto, uno stordimento spoglia i miei sensi; sono solo un aquilone spinto nel vento.

Tre potenti gridi risuonarono, gli eserciti cozzarono e urlarono come una mandria di cervi che bramiscono gridi di guerra. Una vertigine, un fremito, un'instabilit?, un vortice mi presero; sono solo un uccello.

Sto volando e sento che sto fermo passando dal buio attraverso bagliori di luce, dal picco di Carn Cornan alla cima di Crota Cliach, sento il vento che mi sostiene.
 
17. I ricordi

A volte un profumo si insinua lieve, un bagliore metallico dardeggia sulla linea dell'orizzonte; allora bastano ombre venute da chiss? dove per portargli da lontano l'odore dei destrieri, l'eccitazione delle schiere dei soldati in trepidante attesa.
A volte basta il suono del corno nella nebbia perché nella sua
memoria riaffiorino frammenti. Altre volte basta un battito di ali per ricordargli la fragranza di bevande da bersi in compagnia, la dolcezza di camicie fini di seta, aderenti alla pelle candida.
 
18. Il guerriero

Pazzo luminoso, allucinato, Suibhne cavalca focosi destrieri, venuti per lui da terre lontane. Si prepara al combattimento, cinge lo scudo, combatte battaglie inesistenti, si butta nella mischia, tiene testa a trenta da solo; forsennato, incita i suoi alla riscossa, li sprona. Ma quando si gira ... nessuno.
 
19. L'inseguimento

Andai una volta sullo Sliabh Fuaid in una notte oscura cieca minacciosa e sul poggio vidi cinque teste ch'erano state spiccate in un sol colpo. Disse una all'improvviso, era aspra per me la sua voce, un pazzo dell'Ulaid inseguitelo, che finisca nel mare avanti a voi. Corsi lungo il sentiero avanti a loro e a terra il piede non posi; allora presero le teste a maledire, quelle di capra come quelle di lupo.

Suibhne non smise neanche un attimo di volare. Vol? per giorni e notti a perdifiato, finch?, spossato, si lasci? cadere nel folto di una grande foresta
 
20. Il labirinto

Fruscii, folate. Nascondono un suono insistito, continuo, il prolungato suono tondo di un bordone, il vento lo porta, lo distende nello spazio. E prende a variare, si articola. Il suono si anima, modula, macina note, descrivendo complesse figure. La grande cornamusa ventosa suona. Suibhne si alza e ascolta. Sfilano i suoni ad uno ad uno, Suibhne li mette assieme e così ne riordina i brandelli, fino a ricomporre la grande matassa ingarbugliata di uno spartito musicale nascosto. I bordoni continuano a macinare la loro nota, Suibhne sdipana la matassa e seguendo il filo sottile dello spartito ritrovato percorre tutti i sentieri e giunge alla fine del labirinto.
 
21. L'Alfabeto Segreto

Suibhne goes from branch to branch learning the names of every branch and every tree. He goes through the wood and winds its branches on the highest part of the birch tree, he is on top of a leafy oak, he admires the colour of the alder, the flowering valerian, he tastes the watercress growing near a rich spring. He hides under a holly and hears one by one the whispering poplar leaves. Thus Suibhne orders what is scattered and knows each plant and knows the secret letter belonging to each tree, the real level of each musical note. Suibhne sees the salmon streams, he dives and floats quietly in the waves of the sea, swims in the currents of the river observes the expanse of the horizon and the merry-go-round of the stars reflecting in it. He washes in the clear cool water of the stream that comes straight from deep down, takes a long cool swallow in the palm of his hand, plunges his head in deep: discovers the best fountain of Leithed Lan, the fountain of Dun Mail.
 
22. I cervi

Suibhne impara la saggezza dai cervi, la loro forza, la loro musica. Dall'alto del piccolo poggio Suibhne chiama a raccolta i suoi cervi:

Il cervo della superba Sliabh Eibhlinne, il cervo della lucente Sliab Fuaid, il cervo di Ella, quello di Orbhraidhe, il cervo ardente di Loch Lein, il cervo di Seimhre, quello di Latharna, il cervo dai bei mantelli di Line, il cervo di Cuailnge, quello di Conahail, il cervo di Bairen a due punte. O madre di questa mandria il tuo manto si è fatto grigio, non c'? famiglia di cervi dopo di te senza due volte venti vette.
 
23. L'ultimo salto

Si era appena spento l'ultimo scalpicc?o, che nell'avvicinarsi al mulino si levavano potenti sibili, rantoli sferzano il silenzio. Da dentro la macina irrompe la vecchiaccia grinzosa, contrae il ventre prominente in pose lascive, orrendamente sbuffa con grande stridore, roteando le sue ampie sottane a mostrare la carne nuda e flaccida: pesta i piedi sollevando nuvole bianche di farina, lancia improperi e ingiurie, adesca offrendo due mammelle avvizzite, richiama Suibhne alla sua follia passata, lo provoca: spicca per noi un salto di quelli che spiccavi durante la tua pazzia!
Allora inizia lo scontro; ambedue si slanciano frementi, in una cavalcata vorticosa.
Suibhne spicca per primo un salto, poi un altro, poi un altro ancora in un crescendo sempre più veloce, ma la vecchia dietro che tiene il passo; imita le prodezze saltando più lesta del fumo per la casa. Con fragore i corpi cozzano, guizzano, si scontrano impetuosi, si respingono per tornare a scontrarsi, ondeggiano e frementi si contorcono, ansimano, ruzzolano avvinghiati, si rialzano, si inseguono e incalzano, spiccano poderosi balzi da una collina all'altra, da una rupe all'altra, finch? Suibhne non spicca lo splendido salto alla cima del tumulo di Dun Sobairce. L? venne anche la vecchia, salt? con grande agilit? dietro di lui ma si schiant? contro la rupe al di sopra del mare spumeggiante: si sfracell? con un boato fragoroso. Allora il suo corpo esplose in miriadi di piccoli brandelli e pezze
 
24. La macina

Suibhne dall'alto osserva. Le pale del mulino immenso proiettano un'ombra vorticante mentre continuano a macinare. Suibhne ne segue il perpetuo movimento; egli ora sa che non torner? più sui suoi passi, continuer? a salire spingendosi oltre, insinuandosi nella spirale tracciata dalle rivoluzioni sempre uguali e sempre diverse della grande macina che sovrasta il cielo d'Irlanda. E Suibhne, nuovo mugnaio del grande mulino cosmico, inizia il racconto della sua storia.