Pooka
(1986)
    
Come in un grande sogno stellato fate, folletti e streghe di Scozia e di Irlanda si raccolgono per celebrare la magica festa del Samain. Il Pooka trascina tutti in frenetiche danze.

     1 - Eiri na Greine   3.06
     2 - The leprechaun   1.30
     3 - Da Luan Da Mort   2.25
     4 - Pooka   6.14
     5 - Way Haul Away   6.12
     6 - Witch's Curses   2.09
     7 - Agata   5.57
     8 - Mermaid's Croon   5.09
     9 - Never Wed an Auld Man   1.18
     10 - Green Hills   1.18
     11 - Fairy Nurse   4.15
Folk Roots, Londra, 1987, Bob Walton

'...trovo l'intero album immensamente soddisfacente...io penso che questo disco pu? diventare uno dei sei dischi pių interessanti dell'anno.'

Scontroso e selvaggio, forma caprina, pelo e zoccoli, il Pooka si aggira nelle oscure caverne della nostra psiche, nel panico angoscioso dei nostri incubi; sulle montagne solitarie tra vecchie rovine e querce secolari č rimasta la sua dimora.
Ma ai pių fortunati pu? capitare di vederlo il primo giorno di maggio quando nel bosco si celebra il ritorno dell'estate, avvicinarsi furtivo e osservare i festeggiamenti nascosto tra i cespugli di uva spina.
Il Pooka, quest'essere selvaggio dall'occhio inquietante di capro. E' difficile immaginarselo il primo giorno di novembre durante l'ultima festa della stagione quando improvvisamente diventa socievole e lucente e si scatena in una danza frenetica in cui trascina fate e folletti, giganti e streghe.
Il picchiettio del piccolo martello del leprechaun, il ciabattino delle fate, simpatico burlone che accumula grandi ricchezze nascoste nella pentola dell'oro, la ninna nanna del folletto che si addormenta sognando 'piedi leggeri che danzano bianchi come la neve', formano la trama del racconto di un' estate nel bosco irlandese.

Stefano Corsi
arpa celtica, harmonium, 12 corde, mandolino, pedaliera bassi e cori
Giulia Lorimer
voce, fiddle, salterio ad arco e piccole percussioni
Lorenzo Greppi
Highland bagpipe, uilleann pipes, whistles, low whistle, scacciapensieri, dulcimer, fisarmonica, bodhran e cori
Pietro Sabatini
chitarra, bouzouki e voce

Grazie a Jane Waller per la traduzione, Michele Sangineto per le sue arpe, Alan Ginsberg per la sua cornamusa irlandese e Valerio Gorla per il suo Irish bouzouki

Prodotto da: Whisky Trail
Produttore esecutivo: Livio Giacomi
registrato e mixato da Marzio Benelli presso Studio Emme, Calenzano (Firenze) Italia nel gennaio 1986
Grafiche di: Fabio Arangio e Tracy Liu
Foto di: Paolo Lamuraglia
Testo di: Whisky Trail

La Maschera del Pooka č di Paola Russo
Tutti i titoli sono tradizionali eccetto *di Corsi, Daneo, Greppi, Sabatini
Distribuito da: Fanzines srl
 
1. Eiri na Greine

C'era una volta un bosco...e come ogni anno nel bosco risuona la dolce melodia delle stagioni che si susseguono da tempi immemorabili.
 
2. Il Leprechaun

E come ogni anno, ad ogni primavera, nel bosco, il leprechaun č il pių lesto a risvegliarsi dal torpore invernale. Sbadigliando e stropicciandosi gli occhi il piccolo ciabattino delle fate si stira soddisfatto ed accenna qualche passo di giga per sgranchirsi le gambe; poi si mette di buona lena al lavoro canticchiando e picchiettando allegro con quel suo martelletto sulle speciali scarpette del piccolo popolo. Ne deve infatti terminare diverse paia prima di potersene andare in giro a ballare, far baldoria e giocare scherzi e dispetti di tutti i generi. E' questo il momento pių adatto per sorprenderlo, tutto indaffarato e assorto, e tentare di sottrargli la mitica pentola dell'oro ripiena di favolose ricchezze.
Questo č quanto tent? di fare una ingenua pastorella:

Nel chiarore di una notte di luna vidi un leprechaun, aveva un cappellino scarlatto ed una giacchetta verde, una fiaschetta a tracolla, tap-tap,tap-tap, picchiettava il suo martelletto su di una singola scarpa ed io risi al pensiero della sua pentola dell'oro. Ma anche il folletto se la rideva....

Con passo rapido e trattenendo il respiro mi avvicinai silenziosa, c'era malizia nel suo sguardo allegro, uno strano scintillio nei suoi occhi. Picchiettava e cantava con la sua vocetta stridula sorseggiando ogni tanto un po' del suo liquore ed io risi al pensiero che finalmente era nelle mie mani. Ma anche il folletto se la rideva...

Veloce come il pensiero lo afferrai, dammi la tua borsa gli gridai. La mia borsa? Disse. E' nella mano di quella signora l?, proprio quella che č dietro a te...mi girai...il folletto era sparito
E allora che cosa mi rimaneva da fare? Risi pensando a che ingenua ero stata. Ma anche il folletto se la rideva...

E come lui ridono certi simpatici folletti quando ripensano al divertente epilogo della storiella dei due gobbini.
 
3. Lunedi Martedi

Capit? proprio in una notte di maggio, mentre sotto alla grande quercia quelli del buon popolo erano intenti a ballare accompagnandosi al suono di Da Luan Da Mort (luned? marted?), la loro canzone preferita. Quando all'improvviso ecco una vocina che con perfetta intonazione e scelta di tempo conclude la melodia aggiungendovi Agus Da Dardeen (ed anche mercoled?). Esattamente la variante che ci voleva! Subito l'inatteso cantante, un povero gobbino che per caso si era trovato a passare vicino ai festeggiamenti, viene portato in mezzo ai ballerini.
E balla balla per tutta la notte...all'alba la gobba era sparita.

Un secondo gobbino, venuto a conoscenza del fatto, era pių che mai deciso ad ottenere lo stesso prodigio: and? difilato nel bosco e quando finalmente anche lui sent? i folletti intonare "luned? marted? ed anche mercoled?, eccolo che sbotta con un "ed anche gioved?" che fa sobbalzare tutti. Subito si ritrova fra i ballerini ma...balla balla...balla balla...al mattino di gobbe ce ne sono due.
Ride il leprechaun, ridono i folletti dispettosi e con loro l'intera schiera dei personaggi fatati che alla vigilia di maggio si riunisce per celebrare insieme il ritorno della buona stagione nella grande scintillante festa del Cetamon.

Cetamon

Per la speciale occasione nel fitto della foresta al suono di arpe e cornamuse ballano le sgargianti casacche rosse e le splendide camicie verdi dei folletti, i terribili mantelli neri delle streghe, i pallidi funerei veli delle banshees.
Sotto la luna volteggiano piccole livree scarlatte con sette file di bottoni e sette bottoni d'oro per ogni fila, e drappi tessuti di ogni colore e sciarpe e scialli e strani cappelli a tre punte e copricapo e berretti di tutte le forme e dimensioni. Danzano con foga appassionata buffi pastrani e colorate braghe, lunghe, larghe, troppo corte o troppo strette.
E soprattutto, attorno ai grandi fal? ballano svelti miriadi di tacchi e di punte che si spostano leggeri e incrociano graziosamente a ritmo, ora davanti poi di fianco, infine indietro e di nuovo in avanti, le agili scarpette del popolo fatato.
 
4. Pooka

Irsuto. Sudicio. Mostruoso a vedersi. Attirato dallo sfavillio delle luci e dalla bellezza delle musiche, il Pooka solitario si avvicina silenzioso ai balli.
La sua inquietante natura caprina, la sua feroce diffidenza di animale selvatico gli impediscono di unirsi ai festeggiamenti.
Invidioso. Sussultante. Nascosto nelle tenebre osserva. E pių nero del buio, nella grande lunga notte del Cetamon la sua presenza incombe e il suo sfrontato profilo di capro si aggira inquieto e fremente.
Sgraziato. Orrendo. Non visto, il Pooka si sfoga furtivo nella sua primitiva danza e l? dove solitario balla i suoi zoccoli duri strappano l'erba lasciando solchi profondi.
 
5. Il canto d'amore fatato - Il Canto dei Marinai

Quando il vento soffia, e d'estate nelle lunghe calde giornate risuona il "suono del vento contro il bosco frondoso, sotto nuvole grige, cascate in un fiume, rumore di rocce, bella melodia, giungono candidi uccelli, aironi, gabbiani, il mare canta per loro, non č musica triste" (da un'antica lirica irlandese). Quando il vento soffia e dirada la fitta foschia dell'oceano, indugia sulla tolda delle vecchie navi e sospinge a terra gli indaffarati suoni e l'intenso tramestio della vita di bordo e il canto dei marinai:

Forza! s?! tiriamo tutti insieme! Forza! s?! tiriamo anche Joe!
Quand'ero un ragazzino mia madre mi diceva sempre che se non baciavo le ragazze, le mie labbra si sarebbero ammuffite.
Re Luigi era re di Francia prima della Rivoluzione. A Re Luigi hanno tagliato la testa e gli hanno rovinato la Costituzione.
San Patrizio era un gentiluomo che veniva da Dublino, costru? una cattedrale e la don? al suo popolo.
 
6. Le Maledizioni della Strega

Quando il vento soffia e piega le cime degli alberi sferzato dalle
terribili maledizioni della vecchia strega dai capelli rossi...La vecchia megera un tempo era stata giovane e bella, ricercata per i suoi filtri magici e temuta per i suoi potenti incantesimi, ma ora che era vecchia e lagnosa nessuno pių la prendeva in considerazione. Dicevano perfino che portasse sfortuna. Nessuno quindi si era preoccupato di invitarla alla grande festa di Mezza Estate.
Ed eccola apparire minacciosa in cima alla rupe e lanciare sui ballerini ingrati le sue terribili maledizioni, pių brutta e rinsecchita di un fagiolo dimenticato nella dispensa.

Rane rospi e orrendi animali e ali di pipistrello e sterpi contorti, chi vuol comprare le sette terribili maledizioni della vecchia strega?

Quando ero giovane offrivo molti incantesimi e filtri d'amore, non ne avevo bisogno, ero giovane e amata un tempo.

Rane rospi e orrendi animali e ali di pipistrello e sterpi contorti, chi vuole comprare le sette terribili maledizioni della vecchia strega?

All'improvviso ecco la musica levarsi incalzata da un ritmo ossessivo: la strega, alta e terribile nel suo mantello nero si slancia in una danza forsennata. Un'incredibile energia, una tremenda forza escono da quei piedi che pestano cadenzati il terreno e alla fine...un immenso fragore: sulla radura, solo il gracchiare delle cornacchie...migliaia di cornacchie che gracchiano tutte assieme.
 
7. La Festa di Mezza Estate

Quando infine il vento stanco si riposa e nella magica notte di Mezzestate, come in un grande sogno stellato, folletti, fate, banshees, leprechauns, giganti e streghe d'Irlanda e di Scozia si danno appuntamento attorno ai grandi fal? rituali, tutti ballano per salutare l'estate nel suo pieno caldo vigore, ballano ballano per l'intera lunga notte come tanti piccoli piselli che rimbalzano sulla pelle tesa di un grande tamburo.
 
8. Il Canto della Sirena

D'inverno la solitudine si fa molto pių pesante. Senza la confortante presenza della persona amata le giornate sembrano ancora pių monotone e le notti ancora pių lunghe, tutto diventa pių difficile da sopportare.
E molti sono coloro che si ritrovano soli. E soli cantano la loro triste solitaria esistenza.
Canta la sirena sui mari ghiacciati affidando al vento invernale gli inquietanti suoni del suo ammaliante dolce lamento.

Lascia il tuo amore uomo
Vieni con me e per sempre ama
Vieni con me uomo
Rimani e vivrai in eterno

Nel mio mondo il tempo non esiste
E la vita non ha fine
Tutte le tue preoccupazioni
Finiscono l?
Perse nei miei dolci biondi capelli

Lascia la tua casa e il soffice cuscino bianco
Lascia onori ricchezza e fama
Tutte cose provvisorie
Destinate a bruciare in una fiammata
 
9. Ragazze non sposate mai un uomo vecchio

Canta la ragazza del villaggio piangendo la necessit? che l'ha spinta a sposare un uomo molto pių vecchio di lei. E il suo canto, fra velata ironia e aperta amarezza, č un monito per tutte.

Un vecchio venne a corteggiarmi, un vecchio venne a corteggiarmi. Io ero giovane! ragazze se siete giovani non sposate mai un uomo vecchio.
Quando andammo alla festa se ne stette sempre dietro di me. Io ero giovane! ragazze se siete giovani non sposate mai un uomo vecchio.

Quando andammo a letto era come morto. Io ero giovane! ragazze se siete giovani non sposate mai un uomo vecchio.
 
10. Colline Verdi-Il Cespuglio di Uvaspina

Un freddo vento si insinua fra gli alberi trasportando lontano le foglie morte, le colline si tingono dei colori dell'autunno e gli animali infreddoliti si rifugiano nelle loro tane per prepararsi al lungo sonno; č la vigilia di novembre e come ogni anno ci ritroviamo tutti per celebrare insieme l'ultima festa, l'addio alla dolce estate. La nebbia umida che avvolge il bosco ci rattrista e sui nostri volti potete vedere la nostalgia per la calda stagione che se ne va. Ma lentamente, come ghiaccio al sole, la musica scioglie il fitto velo di bruma e riscalda gli animi. Nei nostri occhi luccicanti si pu? scorgere la voglia di approfittare per l'ultima volta della gaiezza dei balli, dell'allegria delle musiche e sul pių bello ecco il selvatico Pooka dalle lunghe corna...
Osservatelo mentre splendido e lucente si dirige al centro della danza, tutti gli sguardi sono su di lui. Con agile balzo egli d? l'avvio e trascina tutti nella furia della danza!

E la danza continua, s' impenna, incalza, si snoda, rimbalza e si perde lontano nel silenzio della notte dei boschi d'autunno dove...una mamma folletto culla il suo piccino che non vuole saperne di addormentarsi.
 
11. La ninna nanna del folletto

Dormi che fiori piangenti han versato lacrime profumate sul tuo capo. La voce dell'amore ha cullato il tuo sonno e il seno della tua mamma č un cuscino di piume.

Dormi piccolo mio che il respiro del vento ha agitato il mormorio delle fronde e canzoni incantate dalle dolci note volano lievi attorno a noi.

Nelle nostre magiche sale lucenti piedi leggeri danzano bianchi come la neve: fanciulle rapite, regine dei folletti, re e guerrieri, un'aerea schiera fatata

( William Butler Yeats)