The White Goddess
(1997)
    
Un calendario degli alberi che scandisce i tredici mesi e un giorno dell'anno lunare, quello caro alla dea Danae dal dolce sorriso di bimba. E' lei che rivela la musica e la poesia ai primi Celti d'Irlanda.

     1 - The woman of Ireland   6.21
     2 - Beating   3.31
     3 - Linda   4.31
     4 - Niamh   5.45
     5 - The Green Jacket   2.55
     6 - Leda and the Swan   3:12
     7 - Up and Down   5.04
     8 - Soldier Song   3.47
     9 - Sister Lament   5.00
     10 - Welcome song   3.06
     11 - Pandora   3.11
     12 - Sister of the moon   4.19
     13 - The Hag   3.08
     14 - Eileen   4.09
Irish Music Magazine, Dublino, 1998, Jim Kelly

'...interessante ascoltare musiche irlandesi da parte di musicisti di altissimo livello che non hanno un legame etnico con l'Irlanda. Se esiste ancora qualcuno che ha dei dubbi sul fascino che la musica irlandese esercita a livello internazionale, questo cd dovrebbe convincerlo definitivamente...senz'altro un disco da non perdere e da mettere fra quelli da collezione...'

La Dea Bianca

Danae...Il nome della grande dea dei Danai, madre della vita, portata da Argo in Irlanda da popoli matriarcali pre-Achei. Col nome di Dana, dea dei Tuatha De Danaann, rivela ad Amergin, il primo bardo irlandese, i suoni dell'alfabeto degli alberi a lei sacri che danno il nome ai tredici mesi e un giorno del calendario lunare. Tema prediletto di musicisti e poeti attraversa il tempo, bianca come la luna, con il nome di Erin, di Niamh, di Linda... ma anche Scotia la scura, approdata nelle isole britanniche dal mare di Cipro, Morrigan, nera come la fuliggine, Bera, dal volto di vecchia megera...E' lei, dal dolce sorriso e lo sguardo inquietante, la musa ispiratrice di chi ancora segue ammaliato il suo fascino.

Alfabeto degli alberi e Calendario dell'anno lunare

B beth (24 dic - 20 genn) betulla
L luis (21 gen - 17 feb) sorbo
N nion (18 feb - 17 mar) frassino
F fearn (18 mar - 14 apr) ontano
S saille (15 apr - 12 mag) salice
H uath (15 mag - 9 giu) biancospino
D duir (10 giu - 7 lug) quercia
T tinne (8 lug - 7 ago) agrifoglio
C coll (5 ago - 1 set) nocci?lo
M muin (2 set - 29 set) vite
G gort (30 set - 27 ott) edera
NG ngetal (28 ott - 24 nov) giunco
R ruis (25 nov - 22 dic) sambuco
AOUEI ailm, onn, ura, eadha, idho (23 dic) abete argentato, ginestrone, erica, pioppo, tasso.
*
Donna d'Irlanda, le mie dita cercano sul bronzo delle corde la tua melodia d'amore; guidami mentre mi appresto a ricomporre le tracce dell'alfabeto degli alberi a te sacro...Qual l'ordine degli alberi della foresta che danno il nome ai tredici mesi dell'anno lunare?
Qual il tuo nome durante i mesi che accompagnano gli equinozi e i solstizi? Qual il tuo volto nel succedersi delle fasi lunari? E quali sono le lettere che scandiscono il tempo sospeso dell'ultimo giorno, nell'attesa del nuovo anno?
Dea che generi la vita, che fai apparire il sole e nutri la terra, guardiana del cielo e del mare, io invoco il tuo nome per cantare il segreto che svelasti ad Amergin mentre poneva il piede in Irlanda con i suoi compagni.
All'apparire dell'isola si diffuse la tua rivelazione d'amore che sciolse le corde dell'arpa e la canzone del bardo pot? alzarsi dalla salsedine spessa dei legni a te Dana, dea bianca dei Danai e dei Tuatha de Danaann.

Giulia Lorimer voce e fiddle
Vieri Bugli fiddle
Stefano Corsi arpa celtica, armonica, harmonium, 12 corde, voce
Massimo Giuntini uilleann pipes, low e tin whistle
Pietro Sabatini chtarra, bouzouki, cittern, bodhran, pedal bass pipe, voce

Musicisti ospiti
Lorenzo Greppi tin whistle in Linda e Niamh
Aldo Mugnai fiddle in The Green Jacket e The Hag

Dedicato a Sean O'Riada e Robert Graves

Tutti i titoli sono composti e arrangiati da Whisky Trail eccetto * tradizionale e di Whisky Trail con testo di W.B. Yeats
 
1. La donna d'Irlanda

Sette le punte sul corno del cervo nel primo mese di beth.
La betulla mette le prime foglie, il sole allunga i suoi raggi e la luce indugia un po' pi sulla terra.
Nella notte, la luna, nuova di bianca nascita, piena di rosso amore, vecchia di nera morte ispira il poeta e muove il piede alla danza.
 
2. La festa di Imbolc

Brr! che freddo implacabile! La bufera pi forte che mai, ogni solco lucente un fiume e ogni guado un lago ricolmo. Gli stormi di uccelli non trovano riparo, la candida neve, a dire il vero, raggiunge il sedere. Il rapido gelo ha bloccato le strade: dopo un'aspra battaglia attorno alla Pietra di Colt la bufera ovunque si estende e non si dice se non brr, che freddo ! Nel mese di luis, del sorbo selvatico, il secondo dell'anno. Mese delle piene, l'anatra nuota nei prati, grigio il colore dell'acqua in piena e grigi i cieli carichi di pioggia.
Il giorno di Imbolc si accende un fuoco, la prima volta nell'anno: la festa giunge a met? del tragitto lunare per la dea dalla forma di cigno, Brigit, la triplice musa dei poeti, patrona del risveglio alla vita.
 
3. Linda

Vento forte e freddo, basso il sole, breve il suo corso, il mare s'ingrossa, bianca grandinata.
Con remi di frassino le imbarcazioni solcano le onde nel mese di nion il terzo dell'anno. Mentre il sole ancora sotto la tutela della notte, un canto di donna si alza leggero, le sue note attraversano l'aria e si perdono fra i rami degli alberi, sulla sabbia, nel mare.

Vieni amore vieni in fretta da me, muoviti dolcemente, vieni alla mia porta e voleremo insieme. Ho venduto la conocchia, ho venduto il fuso, ho venduto perfino la mia rocca per comprare al mio amore una spada di duro metallo. Ho messo la mia sottoveste rossa per sentirmi ancora giovane. Se potesse realizzarsi il mio sogno non mi lamenterei.

La mattina sono lievi i passi che Linda, dea bianca dal dolce sorriso di bimba, dipinge stagliata sulla riga lunga dell'orizzonte dentro l'oro e il fuoco del primo sole.
 
4. Niamh

Nella grande casa c'? una fanciulla che supera ogni donna d'Irlanda. Avanza con i suoi capelli biondi, bella pi del cigno sull'onda. A ciascun uomo spezza il cuore con l'amore e la brama di lei. Niamh dalla chioma d'oro il suo nome, nel mese di fearn, il quarto dell'anno; il sole, ancora giovane, lotta attraverso la foschia per aprirsi un varco e scaldare la terra.
La corteccia rossa dell'ontano tinge i visi color del fuoco. Il sole ha cominciato ad asciugare le piene invernali e libera la terra dall'acqua: il giorno dell'equinozio ha raggiunto l'et? adulta; i gabbiani ora si danno convegno nei campi. La dea, fanciulla, appare in tutta la sua bianca bellezza; sta per scegliere il re dell'anno e giacere con lui; c'? molta attesa...
 
5. Il giorno di Beltane

Maggio, bella stagione, nobile aspetto.
Il piccolo uccello ha lanciato il suo canto, dalla punta del becco giallo giallo. Le api trasportano sui loro piedi il fardello raccolto dai fiori. La formica raduna grandi provviste.
Il tronco del salice offre i suoi rami al nido del torcicollo, l'albero del mese di saille, predilige l'acqua; la luna lo ha scelto fra gli altri, infatti sacro ai poeti e si prepara a fornire il suo legno alle mani sapienti che lo scaveranno per farne la cassa armoniosa di un'arpa.
E gi la musica dei boschi suonare di arpe che prelude al giorno di Beltane, quando centinaia di piedi si alzano, pestano cadenzati la terra, leggeri sulla magica rugiada dei prati per dare il benvenuto alla bella stagione; la notte le streghe, a cavallo di rami di salice, prendono il volo per i loro spostamenti misteriosi mentre il falco vola alto sulla scogliera e sul mare aleggia inquieta la presenza di Scotia la Scura.
 
6. Leda e il cigno

L'estate assottiglia il piccolo ruscello...

Come un urto improvviso, le grandi ali battono su di lei che vacilla, le cosce accarezzate dalle sue palme oscure, la nuca afferrata nel becco, egli si stringe al petto il petto di lei impotente.

Come potranno respingere le dita incerte e terrorizzate quella gloria piumata dalle sue cosce che si aprono? E come un corpo in quella furia bianca pu? non sentire quel cuore estraneo battere laggi? dove riverso?

Padroneggiata dal sangue selvaggio dell'aria, nelle sue reni un fremito conduce alla memoria. Trasse lei conoscenza, cos imprigionata, prima che il becco indifferente lasciasse la sua preda?
(William Butler Yeats)

Intorno al palo ornato di fiori di biancospino, il pi bello fra gli alberi nel mese di uath, s'intrecciano danze: con movenze di cigno, nell'aria sospesa, rivive lo stupro divino e nella danza che vortica premendo la terra, il corpo in preda alla musica, lo sguardo splendente; come possiamo distinguere chi danza dalla danza?
 
7. La festa di Lughnasad

L'estate venuta, esuberante, libera; salta la cerva, la spiaggia sorride, bionda distesa, la grande quercia fiorita, frondosi i cespugli nel verde querceto. Il merlo, erede del bosco spinoso, canta vigorose melodie nel settimo mese dell'anno, il mese di duir del solstizio pi atteso.
La luna di mezza estate sorride pi delle altre e la notte, nella festa di Lughnasad, si accendono ovunque legni di quercia; danzano rapide nere creature nel fumo acre dei ciocchi infuocati.
Per lei le braccia s'intrecciano, i corpi si muovono e spostano all'unisono l'aria, mentre i piedi sollevano nuvole di polvere grigia e grigi occhi la cercano: Erin dal bianco volto, figura familiare, nome scavato nella terra e nelle menti.
 
8. Nel mese di Tinne

Un esercito ben addestrato di storni muta direzione, ruota su un punto, agilmente, improvviso, verso destra o sinistra, senza esortazione, senza comando.
Cos? si vincono le battaglie in questo mese di tinne, l'ottavo dell'anno, mentre fiorisce la corona di foglie aguzze dell'agrifoglio e il sonno turbato da incubi crudi.
La dea ha assunto la forma del corvo, Morrigan il suo nome. E' lei che sollecita con urli improvvisi il cozzare e il suonare dei ferri di lance e di spade. Ed ecco che appare in battaglia, nera come la fuliggine, strabica da un occhio, zoppa...
Isolato, senza meta, ai margini del bosco, un soldato racconta la sua storia; sorride amaramente del perfido gioco che lo ha perso e si chiede se fu per denaro o per orgoglio che ha buttato la vita per imitare le gesta del guerriero dal ringhio di cane, C? Chulainn, eroe dal nobile viso, che abbatte eserciti interi, immagine di un sogno pi volte sognato in un mese di tinne, l'ottavo dell'anno.
 
9. Il Lamento della Sorella

Nella dolce estate, alto il sole, il salmone brilla nell'acqua, pi atteso fra gli altri il tempo di coll il mese del nocci?lo; chiunque mangi i frutti dell'albero del nono fra i mesi dell'anno, sparisce alla vista e ottiene saggezza e conoscenza. Fu con una manciata di squisite nocciole che in questo mese la Regina delle Fate riusc? a rapire una fanciulla. Le amiche la cercarono ma non si trov?. Un giorno la sorella, stanca per la lunga ricerca si ferm? su un prato; aveva appena posato la testa su un tumulo erboso che sent? uscire una voce

Sorella, sorella cara, ascolta il mio lamento, io sono qui in una piccola capanna bassa e stretta, senza paglia per coprire il tetto, non c'? corda per tenere la paglia, la pioggia batte con forza e piega la mia casetta, sorella ascolta il mio pianto.

Ma qualche tempo dopo, a chi passava in quei luoghi, sul far della sera, fu possibile vedere, osservando attentamente, decine di piccoli piedi alzare e piegare le punte e, in mezzo a quel popolo di scarpette fatate, due graziose gambe muoversi leggiadre e un bianco viso illuminarsi di un dolce sorriso.
 
10. Canto d'amore

Va l'ape gialla da incavo a incavo, bello il convegno, ritrovarsi nell'arnia nel decimo mese di muin: il tempo della vite, l'albero che i Danai portarono in Irlanda. Sotto il sole, pi dolce per l'equinozio, si raccolgono i frutti. Si diffonde la gioia, si accende la passione.
E la passione accende anche la dea; la spinge a farsi mortale per cercare Suibhne, il re poeta divenuto folle, preda di un magico delirio che lo ha coperto di piume, uccello nell'aria insieme agli altri uccelli nella follia dell'autunno.

Benvenuto pazzo puro! tu sei l'eletto fra gli uomini sulla terra, io sto negli agi ma il mio corpo consunto dal giorno della tua rovina. Potessi scegliere fra i guerrieri d'Irlanda e di Scozia, vorrei vivere con te senza vergogna, con l'acqua e col crescione. Avrei bene se fossimo assieme, se il mio corpo si coprisse di piume. Anche se un principe oggi mi scorta alla gaia sala di un banchetto, preferirei dormire con te nel cavo di un albero Suibhne mio sposo.
 
11. Pandora

Azzurra la nebbia leggera sui colli, azzurro il fumo delle erbacce che bruciano, azzurro il cielo prima delle piogge di novembre nel mese di gort: l'anno ha cominciato a declinare; la furia irsuta del cinghiale imperversa sulle grandi rugiade dell'autunno; l'edera padrona degli alberi, li veste di piccole foglie; bruni urogalli si levano dall'erica rossa.
Il sole scende ogni giorno pi basso all'orizzonte. La notte, frenetico il ritmo di scure figure selvatiche poco prima di Samain. Scotia, dal nero mantello, nel chiarore del fuoco, con guizzi possenti, guida la danza.
 
12. Sorella della luna

In settembre le anatre selvatiche volano, nei giorni freddi fino a maggio, nell'edera e nel legno scuro degli alberi si nutrono, fanno il nido, si nascondono. So che sei tu sorella della luna.

Nel crepuscolo d'ottobre si alzano, si arrampicano nell'aria. Nel suono dolce dell'acqua, cigni clamorosi sbattono le ali. So che sei tu sorella della luna.

In novembre mute di cani corrono. Forte il bramito dei cervi nei sentieri del bosco. Lasciano tracce sulla neve, nel gelo. So che sei tu sorella della luna...

...dea Bianca splendore di cigno nel mese di ngetal, del giunco flessuoso.
 
13. La vecchia

Grida il cervo, neve in inverno, il freddo cattura le ali degli uccelli, regno del ghiaccio; rosseggia la felce, l'oca selvatica lancia il suo grido.
Il mare pieno, l'oceano trabocca. La vigorosa ombra oscura combatte contro il cielo. La cornacchia nell'ultima luna dell'ultimo mese dell'anno, lamenta il tempo che muore. E' ora, nel mese di ruis, che la bianca signora appare con il nome di Bera, il volto di una vecchia megera; cavalca il ramo di un nodoso sambuco; sembrano licheni di un albero antico i radi grigi capelli che crescono sulla sua pelle; sottili e ossute le braccia si tengono salde al legno che vola; sono leggeri e di vecchia eleganza i suoi salti ritmati. Ma il tempo incalza, una vertigine la prende infaticabile, senza sosta, disegna aguzze figure mulinando le flaccide gambe; devastante la sua danza nel cielo... Terrificante vederla, alla fine, precipitarsi dall'alto verso la terra e schiantarsi sollevando una nuvola densa di polvere con un boato pi forte del tuono.
Poi quando tutto finito, nell'aria sospesa, rimane, dolce ossessione, una risatina di fanciulla...
 
14. Eileen

La misura delle tredici lune? un anno e un giorno, il solstizio d'inverno, l'ultimo dell'anno. Il giorno di ailm l'abete argentato, di onn il ginestrone, di ura l'erica, di eadha il pioppo, di idho il tasso, i cinque pilastri che completano l'alfabeto degli alberi sacri alla dea.
La dea in questo giorno sembra nascosta. E' per essere pronta a rinascere nel tempo nuovo del nuovo anno.
Ma una donna mortale porta scolpita sul volto la traccia perfetta della bianca bellezza che tutti innamora, Eileen.
E nel tempo sospeso del solstizio, tre guitti traggono note di bella melodia: con agili dita pizzicano corde di bronzo su concavi legni; con archetti di crine lacci tesi sfiorano per te, Eileen, donna mortale, dal volto di luna, immortale bellezza di de